Milano, 26 novembre 2020 - 

DOMANDA:

Se persino le stelle non hanno più segreti c’è da sperare che presto si vincano anche sfide ben più “di casa”. Mi ha colpito la tenacia con cui per ottant’anni si sia inseguita questa sete di conoscenza. Dà un po’ di fiducia nel genere umano... Diego V., Pavia

RISPOSTA:

Comprenderla fino in fondo, per chi con la fisica ha fatto spesso a pugni a scuola, è un’impresa. Qui, poi, si è su un livello tale che la spiegazione è per pochi eletti. Più o meno comprensibile, resta il fascino della scoperta: aver capito come e perché le stelle si accendono e brillano. Sapere che sono implicati neutrini e reazioni nucleari che per il Sole sono quasi infinitesimali, ma sono fondamentali per le altre stelle può sembrare un atto che toglie tutto l’aspetto romantico assegnato agli astri. Mica puoi raccontare all’amata che quel puntino acceso in cielo è il segno di una reazione tra carbonio-azoto-ossigeno sperando di fare breccia... invece il fascino c’è. É una conquista di conoscenza che dimostra la caparbietà dell’uomo: ci sono voluti ottant’anni di studi e ricerche per arrivare a dimostrare una teoria che iniziò a far breccia negli anni Trenta. Il fatto che il risultato sia stato raggiunto in Italia è pure una punta d’orgoglio. ivano.costa@ilgiorno.net