Milano, 19 gennaio 2019 -

DOMANDA:

In un periodo in cui regna l’incertezza, una cosa resta sicura: Sanremo e tutti i soldi che ruotano a questa che sembra essere la trasmissione clou dell’anno. Sembra sempre che all’avvicinarsi della sfida canora l’Italia si appresti a vivere un momento epocale. Ma alla fine è una gara di cantanti. Vogliamo rendercene conto? Possibile che si debba sempre esagerare in Italia, dando a uno spettacolo un significato che non ha? Fausto, da ilgiorno.it

RISPOSTA:

Gli addetti ai lavori dicono che sarà un Sanremo con sorpresa, con canzoni che danno segnali di rinnovamento, più impegnate. Finalmente ieri c’è stato il primo segnale di quello che in fin dei conti è, piaccia o non lo si sopporti, il festival della canzone italiana. Musica e parole, questi gli ingredienti della sfida. Invece, dal giorno della presentazione sino a ieri, si è assistito a una serie di valutazioni che poco hanno a che fare con lo spettacolo. Da tutta la ridda di riflessioni innescate dalle parole del direttore artistico Baglioni, alle polemiche sul suo compenso. Un discutere infinito, una ricerca di polemica a tutti i costi. Si può dire? Il solito, stracco teatrino che ogni anno si mette in scena attorno all’evento. Sino al 5 febbraio si continuerà a sentirne e leggerne di belle, al punto che la sera della “Prima” si corre il rischio di avere la nausea da assuefazione. Ecco, di questo rito di Sanremo si potrebbe fare tranquillamente a meno, così giusto per innovare e riportare al centro della questione parole e musica. ivano.costa@ilgiorno.net