Milano, 11 novembre 2019 - In settimana è atteso il primo incontro fra il Comune di Milano e le società di Inter e Milan dopo la presa di posizione della Giunta di Palazzo Marino sulla questione del nuovo stadio. Dove sia il punto di caduta di questa difficile trattativa è ancora un mistero. Di certo però la delibera di venerdì si è rivelata un macigno sulla strada del dialogo fra i vari attori in campo. La partita è complessa e tutte le ragioni contrapposte possono sembrare valide. Le perplessità degli sportivi - o anche solo dei nostalgici - sulla demolizione del Meazza sono condivisibili. Chi non avverte il fascino e il valore simbolico della cosiddetta Scala del calcio?

Altrettanto condivisibile, però, il sentiment di chi ambisce a uno stadio più comodo, sicuro e moderno per le proprie squadre del cuore. Il braccio di ferro, tuttavia, è un altro. E coinvolge, oltre che le aspettative dei tifosi, il futuro urbanistico di un intero quartiere e l’idea di sviluppo della città. Il progetto di Milan e Inter - un miliardo e 200 milioni di investimento - non presuppone solo un nuovo stadio alternativo al Meazza, ma opere, costruzioni e servizi sufficienti a riqualificare una zona oggi difficile come San Siro. Perché, dunque, dire di no ai club? Però la città ha le sue regole. Giusto, dunque, che il Comune le faccia rispettare. La Giunta di Palazzo Marino, venerdì scorso, ha deliberato il pubblico interesse alla proposta di Milan e Inter sullo stadio. Ma, ha rimarcato il sindaco Giuseppe Sala, «eventuali altre opere (ad esempio spazi commerciali, uffici, hotel) saranno autorizzate solo nella misura prevista dal corrente Piano di governo del territorio». In sintesi: sì a un nuovo stadio, ma non a tutto quanto previsto di contorno sul fronte immobiliare. Un problema per le due società sportive, che di quelle opere di contorno hanno bisogno per rientrare nei costi del nuovo stadio. E dunque? Difficile, al momento, prevedere se il Meazza verrà abbattuto o se, al contrario, restaurato e riadattato ad altre funzioni. Come quella di ospitare attività ed esercizi commerciali utili a rivitalizzare il quartiere e a riqualificare l’area. Inter e Milan, però, sono perplesse, e minacciano di spostare l’investimento a Sesto San Giovanni. Per questo è importante capire cosa succederà al prossimo incontro. L’auspicio è che, pur nel rispetto delle legittime posizioni, si torni a dialogare e si arrivi a una soluzione condivisa, di buonsenso. C’è in gioco di più delle future sfide del calcio.