DOMANDA:

CI SONO presidi quotidiani, carabinieri e polizia si alternano a fare controlli, ma la situazione a Rogoredo non cambia. Mi chiedo come sia possibile che questo discount della droga continui a restare aperto. Di sera poi attorno alla stazione è meglio non passarci. Il muro ha spostato solo di qualche decina di metri il problema, il viavai continua ed è uno strazio vedere tanti giovani trascinarsi ciondolanti verso il nulla. Servono altri interventi. Deborah, Milano

RISPOSTA:

L’ IMPEGNO c’è, non solo legato alla repressione. Non solo un muro, c’è un presidio sanitario e a marzo partirà la bonifica della vasta area verde. Ma la battaglia perché Rogoredo, diventato lo “Zoo della Lombardia”, chiuda veramente i battenti è davvero impari, non solo perché gli spacciatori trovano sempre il modo di rigenerarsi sostituendo quelli che finiscono nella rete delle forze dell’ordine, ma perché il traffico di morte è alimentato da acquirenti dei più disparati. Non solo tossici all’ultimo stadio. Ci sono anche giovanissimi che arrivano a rifornirsi, perché qui si trova di tutto. Il problema è fare in modo che non arrivino più qui, vengano aiutati e seguiti prima. Altrimenti si otterrà un solo effetto: bonificato questo “Zoo” ne spunterà un altro, ci sono già le Groane a fare concorrenza in questa Lombardia dove la droga arriva e si vende a chili. ivano.costa@ilgiorno.net