Milano, 3 giugno 2020 

LETTERA 

Sono lombardo ma non mi ritengo un untore. Ammetto però che noi lombardi abbiamo una “carica” più nel dna che virale: siamo dei rompi...e per cui non mi stupisce che ci sia qualche antipatia nei nostri confronti. Ma ora che l’Italia deve ripartire c’è bisogno di tutti. Franco S., Com

RISPOSTA

Nel periodo della fase più acuta, quella da “zona rossa” tra i tanti post che giravano su Codogno ce n’era uno folgorante “Mettiamola così: quando dicevi sono di Codogno, ti chiedevano dove fosse e dovevi spiegare, adesso lo sanno tutti”. Codogno è diventata il simbolo della ripartenza, l’ha scelta il presidente della Repubblica per celebrare il 2 Giugno e ricordare che non è ancora finita, serve coesione per uscire da questa situazione. Un richiamo all’ordine che vale per tutti. Più che per le categorie imprenditoriali impegnate nel piangere e contare i danni per avere fondi “perduti” e meno aggravi fiscali – ma si dovrà anche giungere alla conclusione che c’è chi li merita e chi no –, soprattutto per gli amministratori perché finché si gioca sulla regionalità e la provenienza da nord piuttosto che da sud nelle barzellette ci sta, ma se in questa fase si mette anche all’indice una regione piuttosto che un’altra in classifiche di rischio sulle quali neppure gli scienziati trovano accordo diventa un gioco inutile quanto pericoloso. Di confusione ce n’è già abbastanza.