Milano, 16 maggio 2018 -

DOMANDA:

Stimato direttore, strano Paese l’Italia. Dove un leader di partito viene estromesso dal parlamento per effetto di una sentenza e dove lo stesso viene riabilitato per effetto, sempre, di una sentenza. Guarda caso a elezioni già avvenute. Come può il governo in gestazione prescindere dalla figura di Silvio Berlusconi che i giudici hanno reso candidabile a consultazioni ancora aperte? F. T. - Milano

RISPOSTA:

La riabilitazione di Silvio Berlusconi potrebbe indubbiamente condizionare l’andamento del negoziato tra Lega e Cinque Stelle per la formazione del nuovo governo. Il Cavaliere è diventato incandidabile a seguito dell’applicazione della legge Severino, che lo stesso centrodestra aveva votato. Ora potrebbe ritornare celermente in Parlamento, sia in caso di elezioni anticipate, sia se qualche parlamentare eletto nell’uninominale per il centrodestra decidesse di dimettersi o venisse nominato al Consiglio superiore della magistratura o in altri organi dello Stato, in ruoli incompatibili con quello di parlamentare. In ogni caso il peso di Berlusconi nel centrodestra rimane notevole già in questa legislatura. Un eventuale governo Lega-Cinquestelle avrebbe al Senato soltanto 6 voti di maggioranza e quindi, su singoli provvedimenti, le decisioni del Cavaliere potrebbero risultare decisive. Si illudono, quindi, coloro i quali credono di aver archiviato la lunga parentesi del berlusconismo in politica. sandro.neri@ilgiorno.net