Milano, 14 luglio 2020 - Oggi il Parlamento dovrebbe eleggere i nuovi componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Tuttavia, non è escluso l’ennesimo rinvio, perché tra i partiti politici non c’è accordo sui nomi. Si vedrà in giornata. Il paradosso è che gli attuali sono ormai scaduti da un anno. Ecco perché è stato ancora una volta il presidente uscente Angelo Marcello Cardani a presentare la Relazione annuale, incentrata come di consueto sui temi dell’economia digitale e sui profili di regolamentazione dei media tradizionali e on-line. La pandemia ha indotto la politica a prendere atto della centralità dei servizi di comunicazioni elettroniche, auspicando che le imprese del settore intraprendano iniziative di potenziamento delle infrastrutture e si adoperino per garantire la continuità dei servizi. Nella Relazione annuale Agcom si riferisce che la televisione a pagamento, anche a causa della progressiva diffusione di contenuti a pagamento via web, ha registrato nell’ultimo anno una flessione dei ricavi del 6,7%.

Nell’ultimo anno la televisione in chiaro ha perso l’1,9%. Naturalmente l’emergenza Covid sta avendo implicazioni rilevanti. L’impatto sarà negativo, a causa delle ripercussioni sul settore pubblicitario. In controtendenza la radio, che nell’ultimo anno ha avuto un aumento dei ricavi dell’1,7%, in continuità con il trend positivo degli ultimi cinque anni (oltre il 9%). È invece in costante crescita la raccolta pubblicitaria delle piattaforme on-line. Solo nel 2019, i ricavi di questo segmento sono cresciuti del 9,5% e sono più che raddoppiati negli ultimi cinque anni, passando da 1,7 a oltre 3,3 miliardi di euro. Nell’ultimo anno l’on-line ha superato anche la televisione come mercato pubblicitario nazionale. I dati di questo periodo verranno ulteriormente influenzati in senso positivo dalla situazione emergenziale in corso, che ha ulteriormente incentivato il commercio elettronico.