Milano, 23 ottobre 2019 - 

DOMANDA:

Il rapporto di Save the Children sulla condizione dei bambini in Italia sembra il quadro di un paese sottosviluppato. Fatto il rapporto con l’andamento delle nascite, emerge che in questo paese non solo non c’è spazio per i “cervelli”, ma nemmeno per i più piccoli. Giovanni T., Milano

RISPOSTA:

La crisi non giustifica tutto. Se in dieci anni in Italia sono triplicati i bambini, e i minori in generale, in stato di povertà qualche spiegazione in più andrà trovata. L’ultimo rapporto sull’infanzia di Save the Children qualche riflessione dovrebbe almeno favorirla. Passi che si giochi sul filo dello 0,1%, di crescita o decrescita, ma che a pagare siano già in così tenera età le generazioni future è come spegnere la luce della speranza a un Paese intero. Né si può pensare che gli oltre 500mila bambini in povertà assoluta al Nord siano da giustificare con i vari flussi migratori. La realtà è che in una nazione dove si fanno sempre meno figli, non ci si è proprio presi cura di far sì che quei pochi “coraggiosi” potessero disporre di servizi e strutture adeguate, migliorando proprio l’attenzione verso l’infanzia. È vero, qualche passo avanti è stato fatto nella lotta alla dispersione scolastica, ma non basta per dare a tutti opportunità di crescere. Tantomeno si può garantire questa possibilità limitandola a una connessione a Internet sempre più diffusa. ivano.costa@ilgiorno.net