Milano, 9 luglio 2020 - Stanno profondamente cambiando le modalità di partecipazione degli italiani alla vita politica. I social giocano un ruolo sempre più dominante nella formazione delle opinioni e l’orientamento elettorale risente fortemente del chiacchiericcio caotico e disordinato che trova spazio illimitato su quelle piattaforme. è quanto emerge dal rapporto Istat sulla partecipazione politica nel nostro Paese nel 2019, secondo cui sono quasi 16 milioni le persone che ricorrono a testate web o a social network per tenersi informate. Si tratta del 42,2% dei cittadini che seguono abitualmente la politica (nel 2014 era il 27,7%).

Dunque, per quanto riguarda l’informazione politica, gli italiani attingono sempre più alla Rete. Tra il 2014 e il 2019 è molto cresciuto il numero di chi si informa almeno una volta a settimana di politica, passato dal 31,3% al 47,7%. Aumenta la lettura di notizie di politica sui social network: dal 2014 al 2019 è passata dal 9,5% al 19,8% la percentuale di utenti che fanno esclusivo ricorso a Facebook e ad altri social per informarsi.

È invece scesa, dal 41,1% al 33,1%, la lettura della stampa on-line. Il ricorso ai social come unico canale di informazione ha superato in termini percentuali quello della stampa on-line tra i giovani fino a 34 anni, è raddoppiato tra i 35-54enni (dall’8,9% al 18,9%) ed è quasi triplicato tra gli over 54 (da 5,6% a 15,1%). Secondo i dati Istat, interessarsi alla politica solo su Facebook appare più diffuso tra coloro che hanno titoli di studio medio-bassi, mentre l’utilizzo di informazione sui siti web aumenta al crescere del titolo di studio.