Milano, 24 maggio 2019 - 

DOMANDA:

Mi fido di controlli rigorosi e preliminari che dovrebbero essere una garanzia di tutela, però mi chiedo cosa succederebbe se i francesi di Lactalis investissero nel gruppo italiano che produce e commercializza il Parmigiano Reggiano. Entrerebbero in possesso della preziosa ricetta e finirebbero col modificare la produzione del re dei formaggi, facendogli perdere quella che comunque è una sua precisa territorialità? Da Coldiretti sacrosanto l’allarme: non solo subiamo i danni di volgari copiature, ma siamo ormai territorio di conquista. Silvano, Pavia

RISPOSTA:

Adesso pure il Parmigiano Reggiano. L’allarme lanciato da Coldiretti riapre una ferita che spesso ci dimentichiamo di avere, presi come siamo nel bearci dell’eccellenza dei prodotti made in Italy: quando si tratta di soldi e di trovare, in questo caso, investitori siamo in difficoltà. Non stupisce chi segue le ferree regole del mercato che il Gruppo Castelli, società principale esportatrice di Parmigiano e prima produttrice privata del re dei formaggi, peraltro già abbondantemente nelle mani di un fondo inglese, abbia ricevuto segnali di interesse da parte dei francesi di Lactalis, molto affezionati all’Italia visto che si sono già presi Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cademartori. Della serie noi italiani le cose sapremo anche farle bene, però non riusciamo a difenderle. ivano.costa@ilgiorno.net