Milano, 23 novembre 2020

LETTERA

Caro Direttore, ho visto che in varie parti d’Italia in chiesa è arrivato il bancomat per i pagamenti delle offerte da parte dei fedeli. Niente più cestini che girano durante la messa o cassettine di legno accanto alle candele: un moderno pos sostituisce la monetina. Forse così è un po’ troppo freddo. Paolo, da ilgiorno.it

RISPOSTA

La notizia è rimbalzata di nuovo anche in redazione quando la diocesi di Cremona, nella parrocchia di Cicognara, ha annunciato l’installazione della cassettina delle offerte tecnologica. Bancomat al posto dei contanti. L’idea è stata spiegata direttamente dal parroco dal sito della Curia: servirà soprattutto a evitare contagi in periodo di Covid. Le banconote e gli spiccioli, infatti, passano di mano in mano e se non ci si lava a dovere rischiano di essere veicoli di infezione. La motivazione, però, non è evidentemente soltanto legata alla pandemia. I pos installati nelle parrocchiali, infatti, rispondono a un’esigenza contemporanea. Molti di noi non usano quasi più il contante, anche per gli acquisti più piccoli. I pagamenti digitali e quelli elettronici stanno diventando la norma. Capisco che la chiesa sia anche sinonimo di tradizione, ma anche l’offerta di per sé è un’abitudine antica e anche essenziale. Sin dal primo lockdown le parrocchie sono entrate in crisi proprio a causa della mancata frequentazione dei fedeli e in molti casi sono state costrette a chiedere aiuto con avvisi affissi all’esterno. mail: sandro.neri@ilgiorno.net