Milano, 25 aprile 2019 - 

LETTERA

Iincredibile la scoperta fatta ad Assuan dal gruppo di ricerca italo-egiziano. Mi ha colpito perché pensavo che ormai quanto c’era da scoprire sugli antichi Egizi ormai fosse capitolo chiuso e soprattutto non sapevo che la Statale di Milano fosse un’eccellenza in questo ambito. Una doppia sorpresa, a dimostrazione che spesso nel nostro Paese ci sono realtà di cui manco ci accorgiamo ma sono fondamentali e per questo andrebbero meglio sostenute. Silvio, Monza

RISPOSTA

Un pizzico di orgoglio è più che giustificato, trovare una chiave per andare a rileggere e approfondire dieci secoli di storia non è da poco. La scoperta della missione italo-egiziana di una necropoli e una nuova tomba con 35 mummie ad Assuan risalente al sesto secolo avanti Cristo ha un valore inestimabile ed è anche la conferma di quanto in Italia ci sia di buono e spesso dimenticato nel campo degli studi e della ricerca, al punto che spesso i fondi per proseguire nelle attività non arrivano. E invece vale la pena sottolineare che questa scoperta porta la firma della Statale di Milano che vanta archivi e biblioteca sull’Egitto più grandi d’Italia. Fonti che verranno ampliate da questa scoperta. Al di là delle soddisfazioni, dei riconoscimenti accademici e del plauso a chi ha condotto le ricerche, cogliamo questo invito dal passato: per sapere di più sull’uomo si deve continuare a studiare, e lo studio va sostenuto. Non con un “like”. ivano.costa@ilgiorno.net