Milano, 25 gennaio 2021 -

DOMANDA:

Se anziché litigare e perdere tempo ed energie nello scambiarsi accuse, si trovasse il modo di lavorare tutti – ognuno nel suo piccolo – per lo stesso scopo magari qualche risultato in tempi accettabili si potrebbe raggiungere. Così invece si va solo di male in peggio. Enrico P., Milano

RISPOSTA:

La data di oggi entra nella storia della città di Milano, è il primo capoverso scritto dall’arrivo del mostro che ha squassato vite ed economia. Niente più eserciti di studenti e lavoratori in marcia nelle stesse ore, orari più flessibili. É il tentativo di far cambiare ritmo alla città, una sfida non da poco per una metropoli così complessa. Se si vuole è anche la rappresentazione plastica di quanto il primo attacco del “mostro” ci ha insegnato. Chiusi in casa si è scoperto che esiste il tempo e che in fin dei conti la storia dell’affanno, del “non avere tempo“, con l’efficienza non aveva nulla a che fare. Oggi si compie un primo passo, altri se ne dovranno compiere per arrivare a un cambiamento che è ancora in gran parte da definire. Come un bambino che per la prima volta scopre di poter stare eretto e con equilibrio incerto guarda mamma e papà sorridendo. Milano compie il primo passo verso il futuro in un clima che non è così rassicurante, incupito com’è da azioni legali, scambi d’accuse su colori cangianti e proteste, ma ha trovato il coraggio di farlo. Ha iniziato una nuova sfida, storica.  ivano.costa@ilgiorno.net