Milano, 20 ottobre 2019 - 

LETTERA

Dopo i dazi, adesso dagli Usa riceviamo pure lezioni su come fare il formaggio. Mi ha stupito che il primo premio del World Cheese Award sia andato a un prodotto a stelle e strisce. Non sapevo che gli Stati Uniti avessero tradizione casearia. Giovanni P., Cremona

RISPOSTA

Può sembrare una beffa, ma è così. Il miglior formaggio al mondo è americano. Questo è il verdetto della trentaduesima edizione del World Cheese Award che ha visto in competizione 3.804 prodotti caseari. Chi è trendy e vorrà gustarlo dovrà prepararsi a uno scioglilingua, il vincitore è l’“Organic Blue Cheese Rogue River Blue”, un erborinato avvolto in foglie di vite Syrah imbevute di brandy di pere. Ha avuto la meglio sull’italianissimo Parmigiano Reggiano stagionato da 24 a 29 mesi, con giudizio decisivo del presidente, inglese, della giuria internazionale. La scelta non è stata accolta molto bene. Ma si sa, quando si partecipa a un concorso si deve mettere in conto anche la sconfitta. Considerare questa decisione uno sfregio all’italica bontà sarebbe un errore anche perché il vincitore ha tanti elementi aggiuntivi (foglie di vite, aromatizzazione al brandy) che lo rendono completamente diverso. Tutto si riduce a una questione di gusto più che di arte casearia premiata. Quindi gli americani si tengano l’“organic”, noi restiamo col nostro Parmigiano.

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