Milano, 5 agosto 2020

LETTERA

Prima o poi arriveranno e ci auguriamo che siano ben indirizzati. Ma all’alacre lavoro per decidere come utilizzare i fondi per rilanciare il Paese, aggiungerei anche una vigilanza ferrea su chi ne beneficerà per evitare che finiscano col dare forza a infiltrazioni che hanno rovinato l’Italia.

RISPOSTA

Tutto si potrà dire, ma di certo i segnali non sono mancati così come i richiami. Nella difficile partita del rilancio del Paese il rischio di ulteriore crescita dell’incidenza mafiosa nel tessuto non solo produttivo è alta. Lo ha sottolineato la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia: mentre ancora si devono decidere le linee di intervento e la disponibilità dei fondi, c’è già chi dispone di soldi pronta cassa in quantità enorme ed è pronto a rilevare o “aiutare” aziende in difficoltà. Dato per superato il concetto che il problema riguarda solo una parte d’Italia, sarà bene prestare attenzione ai movimenti nella Lombardia del riscatto dove più volte è emerso che in alcune realtà gli stessi imprenditori cercavano certi contatti pur di lavorare già in tempi pre-Covid. Sarà quindi fondamentale che i servizi pubblici di sostegno economico funzionino in modo rapido ed efficace, così come dovrà essere alta l’attenzione negli appalti pubblici, da quelli in ambito sanitario alla green economy, perché i processi di semplificazione introdotti per accelerare i tempi di recupero a affido dei lavori potreb