Milano, 10 dicembre 2019 - 

LETTERA 

Vero che la Lombardia traina l’economia, ma è altrettanto vero che è forse la regione dove le differenze sulla distribuzione del reddito si avvertono di più e il malcontento - nonostante i risultati - risulta essere pari che al resto di regioni più “depresse”. Giovanni Z., Milano

RISPOSTA

Una macchina da registrare, nel quadretto della Lombardia motore d’Italia emergono “pennellate” fuori registro. Oltre 200.000 famiglie lombarde, sostiene Polis, l‘Istituto regionale per il supporto alle politiche, si trovano in condizione di povertà assoluta. Dal 2014 ad oggi questa incidenza è andata via via aumentando sino a sfiorare il 5% delle famiglie lombarde. Nel solo ultimo anno il balzo è risultato di oltre l’1%. Eppure i segnali di ripresa in regione sono molto più accentuati che nel resto d’Italia, per cominciare si è registrato un incremento del 3,6% degli occupati, grazie soprattutto all’aumento del 40,6% dei contratti a tempo determinato. Ma pure quelli senza scadenza sono cresciuti. E allora quello che emerge, “fuori registro”, è che la condizione occupazionale non basta per restare lontani dai rischi di marginalità sociale. Un tema da affrontare, così come resta da appianare la differenza di retribuzione tra uomini e donne (11%). Differenze che nelle aree più competitive si avvertono maggiormente e creano maggiore sensazione di disagio.

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