LETTERA:

Il segnale è confortante, ma non vorrei che qualcuno lo leggesse come se il pericolo stesse passando. Il minor numero di contagi non mi fa stare tranquillo, penso alle migliaia di morti che ci sono stati e temo che si andrà avanti ancora a contarli. Meglio stare ritirati. Giovanni P., Milano

RISPOSTA:

i segnali di speranza vanno dati, soprattutto se squarciano un periodo nero. Da qui però a considerare di aver voltato pagina e di poter anche solo iniziare a pensare a un nuovo capitolo della storia c’è una bella differenza. Che la curva dei contagi sia in diminuzione è un segnale importante, ma prima di iniziare a pensare a riaperture, a ritorni a una vita “normale” forse si dovrebbe attendere. E a ribadirlo sono i numeri dei morti, con la Lombardia che viaggia a una media di 400 lutti al giorno. E non si tratta neppure di fare distinzione su fasce d’età a rischio, piuttosto si tratta di comprendere che questo virus è micidiale e, se non mi sono perso tra i fiumi di valutazioni scientifiche di questi giorni, è anche un tipetto capace di mutare molto rapidamente per cui potrebbe presentarsi sotto diverse spoglie in altri modi. Tradotto: con lui dovremo fare i conti per anni. Quindi ancora un po’ di pazienza e resistenza bisognerà metterla in campo. ivano.costa@ilgiorno.net