Milano, 4 agosto 2020 - Mentre si discute delle modalità di utilizzo delle risorse del Recovery Fund, destinate anche all’innovazione tecnologica, c’è grande attesa nel mondo imprenditoriale per gli effetti del decreto attuativo del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) di inizio luglio, che mira a favorire la “digital transformation” delle micro, piccole e medie imprese (Pmi) attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera. La misura, introdotta dal Decreto Crescita, prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro che saranno erogati sotto forma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.

Il provvedimento intende supportare la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle Pmi attive nel settore manifatturiero e in quello dei servizi diretti alle imprese, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali e nel settore del commercio.IIn particolare sono agevolati progetti per un importo non inferiore a 50 mila euro e non superiore a 500 mila euro, che possono essere presentati sia da imprese singole che associate (fino a 10 soggetti aderenti), mediante contratti di rete o altre forme di collaborazione. Essenziale, come requisito, che figuri come capofila un DIH - Digital Innovation Hub - o un EDI - Ecosistema Digitale per l’Innovazione. Le Pmi destinatarie delle agevolazioni devono soddisfare anche alcuni requisiti come l’essere iscritte e attive nel Registro delle imprese; disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese; non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.