LETTERA:

CARO DIRETTORE, non c’è giorno che non legga del grave problema della disoccupazione giovanile. Poi però mi rendo conto del fatto che, secondo me, sono pochi i giovani che hanno davvero voglia da fare e che sono disposti a duri sacrifici. Tanto che tutti cercano il lavoro comodo, in centro città, smart, ma pochi - ad esempio - hanno voglia di darsi da fare nelle nostre campagne e di puntare su settori che qualche opportunità la danno, come l’artigianato e l’agricoltura. Maria G., da ilgiorno.it

RISPOSTA:

MI RENDO CONTO del fatto che la sua possa essere una percezione piuttosto diffusa. I dati però la smentiscono. Leggevo proprio poche ore fa un’elaborazione della camera di Commercio di Milano, Monza e Lodi secondo la quale soltanto in Lombardia nasce - mediamente - una impresa agricola al giorno. E molto spesso sono proprio i giovani a costituirla. In particolare, sono 3.368 le imprese giovani nelle campagne lombarde, «in aumento dell’1,5% rispetto al giugno dello scorso anno», certificano gli esperti. Il record di aperture è nel Bresciano. I nostri giovani, raccontano altri studi, guardano con grande interesse anche all’artigianato. Eviterei quindi di pensare ai ragazzi come a degli sfaccendati. La realtà infatti racconta tutta un’altra storia. Piuttosto, dobbiamo mettere a punto politiche in grado di aiutarli concretamente. sandro.neri@ilgiorno.net