Milano, 7 agosto 2020 -

DOMANDA:

Occhi puntati sul ghiacciaio del Monte Bianco che potrebbe scivolare a valle. Se siamo fortunati non accadrà, ma resta il fatto che a pericolo scampato dovremmo ricordarci degli effetti che abbiamo innescato sul clima che ha reso ancora più instabile questo deposito. Gianni C., Como

RISPOSTA:

Le avvisaglie si erano avute nel settembre scorso, ma ora che è scattata l’evacuazione (quasi più turisti che abitanti) ecco che si riscopre la sofferenza di un ghiacciaio del nostro totem nazionale, il massiccio del Monte Bianco. Si resterà col fiato sospeso almeno tre giorni per le sorti del ghiacciaio Planpincieux, in sostanza una massa di ghiaccio grande quanto il Duomo di Milano e inclinata di 30 gradi potrebbe staccarsi e piombare a valle con una velocità e forza dirompenti considerata la mole. Una “bomba” dalla quale è meglio stare lontani, ma che abbiamo contribuito ad innescare noi nel tempo perché la natura del ghiacciaio, classificato come temperato, risente particolarmente di escursioni termiche e cambiamenti climatici e così si ritorna alla questione inquinamento ed effetto serra che continuano a fare danni in modo subdolo. Se per questo ghiacciaio sotto stretta osservazione dal 2013 si è arrivati all’allerta del settembre scorso e al rischio di distacco improvviso di questi giorni, vuol dire che il cammino da percorrere è ancora lungo. Sempre che non si decida di rinunciare alla classica cartolina del nostro totem. ivano.costa@ilgiorno.net