Milano, 17 maggio 2018 -

DOMANDA:

Caro direttore,non le pare eccessiva la denuncia a piede libero per il giovane che ha messo su WhatsApp una foto di scherno ai carabinieri? A 17 anni si può commettere qualche errore, ma forse in un caso come questo sarebbe stata sufficiente (e dunque più efficace) una ramanzina invece che una segnalazione per vilipendio alle forze armate. Reato che, tra l’altro, prevede anche sanzioni pesanti. Io penso che vada recuperato un rapporto di fiducia con le forze dell’ordine. Giulia F., Monza

RISPOSTA:

No la denuncia a piede libero in un caso come questo non mi pare per niente eccessiva. Anzi, è semplicemente doverosa. Perché chi ha messo quella assurda foto on line era perfettamente consapevole della sua azione, oltre che non nuovo a denunce e perfino ad atti di bullismo. Il punto che è alcune persone ritengono di poter scrivere qualsiasi cosa sui loro profili social, come se la calunnia o la diffamazione non fossero reati. Non è così. Usiamo tutti strumenti di comunicazione molto potenti, e spesso li usiamo senza renderci conto della loro forza devastante. Una forza che può essere usata per cose meritevoli o per far male alle persone e alle istituzioni. È giunto quindi il momento in cui ciascuno si assuma la responsabilità di quel che dice e per quel che scrive. Non devono esistere zone franche. E se la rete ormai fa parte del nostro mondo, allora anche in rete devono essere rispettate tutte le regole che ci siamo dati. Anche quella che impone di non denigrare. sandro.neri@ilgiorno.net