Milano, 19 agosto 2019 - 

LETTERA

Quella di fotografare i piatti serviti in tavola pensavo fosse mania tipica di turisti stranieri che immortalavano le “esotiche” prelibatezze della nostra cucina. Mi devo ricredere, in questi giorni tra le tante foto che arrivano da amici in vacanza, quella con prodotti tipici e pietanze è ormai una presenza fastidiosa. Dopo l’assedio di trasmissioni tv dedicate alla cucina, anche quello delle foto gourmet via smartphone. Una battaglia insostenibile e tutta giocata in presa diretta. Si stava meglio quando ci si limitava alle cartoline. Enrico V., Milano

RISPOSTA

Un mare di abbracci da... Il rito delle cartoline spedite dalle vacanze è un ricordo in bianco e nero. Nessun rammarico, nella maggior parte dei casi quegli invii erano una sorta di compito delle vacanze aggiuntivo a quello scolastico che si affrontava di malavoglia sotto l’ombrellone. Un rimpianto resta però di quel rito: la discrezione. La cartolina magari arrivava quando ormai era autunno, finiva nella cassetta della posta e attendeva ancora... Oggi diiin e ti ritrovi sul telefonino foto di amici che in presa diretta ti mostrano i luoghi ameni scelti per rilassarsi (loro), ma anziché mostrare monumenti o paesaggi immortalano sempre più spesso belle facce vicine a un gigantesco caciocavallo o a un piatto più o meno artistico servito a tavola. Quasi imbarazzanti se non ci fossero le solite righe entusiastiche di accompagnamento. Così mentre ci si chiede da cosa sia generata questa ossessione per il cibo e il “prodotto tipico” si finisce col rimpiangere la discrezione della cartolina. ivano.costa@ilgiorno.net