MIlano, 8 marzo 2018 - La premessa è d’obbligo: vivo con una moglie, due figlie, una ‘cana’ e una gatta. Le speranze per uscire dalla fascia di minoranza protetta sono per me nulle: è più probabile che a Palermo si finisca per parlare sudtirolese che non, a casa mia, si instauri un regime patriarcale. Eppure la cosa non mi pesa. Anzi divido con le ‘mie’ donne un’esistenza pacificamente equilibrata e serena. Trovo riduttivo impalmare di mimose un giorno a caso: ogni mattina dovrebbe svegliarsi col profumo intenso di una mimosa per ricordarci quanto necessaria sia ogni donna per l’esistenza in vita delle umane cose.

Invece si piangono madri, mogli, figlie e fidanzate accoppate da vigliacchi; quelli sì, incapaci di scrollarsi di dosso l’inferiorità dei violenti. Ma, almeno per il giorno di festa, illudiamoci che la follia non possa intaccare i sorrisi di chi illumina le nostre giornate. Pensate, maschietti, quanto buio senza le loro prese di posizione, la loro visione del mondo, i loro capricci e le loro ragioni. Pensate quanto più difficile sarebbe prendere decisioni, assumere responsabilità, gestire figli e famiglie. Immaginate quanti intoppi sul lavoro, se non ci corressero in aiuto la loro lungimiranza e la loro attenzione. Non sapremo mai se la mente di un uomo sia più o meno elastica, reattiva e intelligente di quella di una donna.

Di certo so che la loro intelligenza ci è indispensabilmente complementare. Mi sono trovato spesso ad ammirare il loro coraggio e, per spiegarmi meglio, è sufficiente un esempio: avete mai accompagnato una donna lungo il corridoio che conduce alla sala parto? Come molti dei miei consimili, sono capace di darmi per spacciato ai primi sintomi di un raffreddore. Nella fredda determinazione che sostiene una donna nel procreare, risiedono i segreti dell’eternità umana, della continuazione della specie, dell’istinto di sopravvivenza che spiega l’infinito. Fa bene anche litigare qualche volta perché fare pace è come riconquistarsi a vicenda, riconoscere che non si andrebbe da nessuna parte l’uno senza l’altra. Fa bene stare insieme nel rispetto e nell’affetto. Tanti auguri, care donne. Oggi, domani, sempre.