DOMANDA:

LA COMASINA è stata spesso, soprattutto in passato, al centro della cronaca nera di Milano. Ma quel che è accaduto ieri lo si è visto raramente: una sparatoria davanti a un bar, come nulla fosse, in pieno giorno. Con un uomo che ha tentato di ucciderne un altro e con quest’ultimo che ha risposto al fuoco prima di scappare. Come siamo ridotti? È possibile che non si riesca ad assicurare alla giustizia questi criminali così spudorati? Giulia G., Milano

RISPOSTA:

CHI VIVE grazie al crimine, che dunque vive nell’odio, è così assuefatto alla violenza da non percepirla più. Diventa tutto normale. Normale sparare a una persona, normale farlo in mezzo alla strada e in pieno giorno. Anzi, diventa perfino utile, per ribadire la propria superiorità sul territorio. E pazienza, se qualche volta, ci vanno di mezzo perfino gli innocenti, i passanti, quelli che proprio non c’entrano niente. È un meccanismo criminale, questo, rodato e dannatamente efficace. Ma Milano ha tutte le risorse per contrastarlo. La Comasina ha ancora i suoi problemi, ma è un quartiere migliore di quanto non fosse anni fa. E le forze dell’ordine sono di primissimo livello. Sono sicuro che, anche questa volta, faranno di tutto e di più per individuare i responsabili. sandro.neri@ilgiorno.net