Milano, 24 settembre 2019 - Il digitale non stimola la lettura in Italia. Le cause sono diverse e certamente giocano anche le resistenze culturali. È quanto emerge da una ricerca commissionata dall’Associazione italiana editori (Aie) all’Università di Bologna e del Piemonte orientale. Secondo i dati elaborati da un pool di ricercatori, in Italia il mercato degli e-book è in linea con la media europea e vale il 5% del totale. In generale, i lettori sono in diminuzione.

Nel 2019, il 60% dei 15-75enni ha letto libri di carta, mentre nel 2017 erano il 62%. Per quanto riguarda gli e-book, il dato passa dal 27% del 2017 al 24% del 2019. L’ascolto di audiolibri si attesta al 6%. Sono comunque in aumento le stime sull’andamento del mercato del libro nel primo semestre 2019 relativamente alle vendite di soli libri per adulti e ragazzi nei canali trade (librerie, librerie online e grande distribuzione, compresa la stima Aie di Amazon): il fatturato cresce del 3,8% (530 milioni di euro) con un aumento più contenuto in termini di copie (+2,9%, per un totale di 39,7 milioni di copie vendute). Il 60% dei 15-74enni legge un libro all’anno nel nostro Paese che, tra i cinque maggiori mercati editoriali europei, è quello con il più basso indice di lettura tra la popolazione adulta. Secondo l’indagine, la lettura è legata allo sviluppo economico e sociale del Paese. I giovani si collocano, con l’87%, ai vertici della classifica per numero di libri letti, ma è scesa la percentuale di chi dedica almeno un’ora continuativa al giorno alla lettura. Nel 2017 era del 5%, nel 2019 siamo all’1%.

Preoccupa anche il dato sulla comprensione dei testi: ha un’elevata competenza (tra i livelli 4 e 6) soltanto il 24,8%, il che porta l’Italia all’ultimo posto tra i maggiori Paesi europei. I dati si inseriscono in un quadro complessivo di investimenti decrescenti nella scuola e nella formazione professionale. Altri fattori che incidono sulla situazione complessiva sono: l’assenza di infrastrutture per la lettura e il basso indice di popolazione laureata, pari ad appena il 27,8%, rispetto alla media dell’Unione Europea, che nel 2018 era del 40,7%. Nel 2018, il 26,7% di chi ha una laurea ha dichiarato di non aver letto alcun libro nel corso dell’anno precedente e si tratta di più di un laureato su quattro.