Milano, 16 aprile 2018 - 

LETTERA

 Da un fronte siamo bombardati da programmi dove si spadella da mattina a sera, dall’altro ci richiamno a uno stile di vita sano, a diete morigerate. Non se ne può più. Non metto in dubbio l’importanza di avere una profonda conoscenza del cibo, ma mi chiedo se chi pensa a questi programmi sia in contatto con la realtà di gran parte degli italiani che ha pause pranzo di mezz’ora e mangia fuori casa dove e come capita. Rassegniamoci anche quest’anno non faremo un figurone al mare. Antonella, Milano

RISPOSTA

È iniziata la stagione delle diete. Fioriscono i consigli, si recuperano credenze più o meno fondate, si cerca in tutti i modi insomma di arrivare al periodo delle vacanze con un fisico che non porti i segni dell’inverno. È una battaglia a tutto campo, un bombardamento di suggerimenti: la dieta che fa bene al cuore e all’umore, quella “a punti”, la iper calorica, i “beveroni” che danno solo il giusto apporto di energia di cui c’è bisogno, senza tralasciare le pastiglie miracolose che fanno perdere peso mentre si dorme (per i più pigri). E senza dimenticare il fai-da-te che si basa sui consigli della nonna, su conoscenze “per sentito dire”. In questi mesi difficili, prima di conquistare (chi se le potrà permettere) le sognate vacanze, l’unico consiglio che ha senso è quello di rivolgersi a medici esperti dell’alimentazione per avere un piano preciso ed evitare di sottoporre il proprio fisico a stress inutili innescando magari disordini alimentari che possono risultare pericolosi per la salute. Tutto il resto può valere come una discussione al bar. È solo mercato. ivano.costa@ilgiorno.net