DOMANDA:

Senza scomodare i fatti di cronaca che l’hanno preceduta, la prestazione di Daisy Osakue agli Europei è stata davvero una grande sorpresa. Non si tratta di risarcire con i complimenti una ragazza che si è trovata al centro di una querelle dopo essere stata aggredita, ma di riconoscere che a ventidue anni sta dimostrando di essere un’atleta vera, matura. Capace di lasciarsi tutto alle spalle e concentrarsi su quanto deve fare in pedana. Chissà che non regali qualche bella soddisfazione al suo Paese, l’Italia. Giuliano, Voghera

RISPOSTA:

Una medaglia l’ha già vinta, è entrata in finale agli Europei senza dover vivere il patema del secondo gruppo. Quasi non trovava le parole per esprimere la sua gioia Daisy Osakue, ma ha espresso bene un concetto: «non mi importa di ciò che è successo». Fine, stop a tutte le polemiche che hanno fatto seguito all’aggressione subita. A ventidue anni è forte la spinta a guardare avanti, si ha la sensazione di poter cambiare le cose, il mondo. Guai se non fosse così. E alla fine il suo diventa un esempio: è riuscita a mantenere una lucidità in un momento importante della sua carriera e dopo essersi ritrovata - lei vittima - al centro di una discussione che avrebbe fatto saltare i nervi a parecchie persone. Di sicuro ha già dimostrato di avere una testa “da atleta” nonostante la giovane età e di non farsi influenzare. Adesso non resta che aspettare un’altra sua lezione domani, in una specialità - altra sfida - come quella del lancio del disco che all’Italia non ha mai dato grandi soddisfazioni. ivano.costa@ilgiorno.net