Milano, 17 ottobre 2019 - In Italia l’emergenza cyberbullismo rimane molto sentita, anche se per fortuna qualche segnale di regressione del fenomeno si percepisce. Merito anche della nuova legge in materia, che responsabilizza i bulli, le famiglie, le scuole e le piattaforme di condivisione on line. Anche le organizzazioni internazionali stanno facendo la loro parte. I dati di un recente sondaggio lanciato da Unicef e Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini tracciano un quadro aggiornato sul cyberbullismo: ne è vittima un adolescente su tre e il fenomeno è in ascesa. Hanno partecipato all’indagine oltre 170mila giovani fra i 13 e i 24 anni di vari Stati. Tre quarti dei ragazzi ha inoltre dichiarato che i social network come Facebook, Instagram, Snapchat e Twitter sono i luoghi in cui si verificano fenomeni di bullismo on line. L’Unicef chiede azioni immediate trasversali per porre fine al bullismo e alla violenza nelle scuole con l’attuazione di politiche per proteggere giovani e bambini; con la creazione e dotazione di help line nazionali per supportarli; con l’avanzamento degli standard e delle pratiche etiche per i provider dei social network; con la raccolta di dati disaggregati sul comportamento dei bambini e dei giovani on line; con la formazione di insegnanti e genitori per prevenire e rispondere al cyberbullismo e al bullismo.