Milano, 20 aprile 2019

DOMANDA

C'è tanta fretta di sbarazzarsi dei lavoratori più “anziani” per far largo ai giovani che costano meno, ma se non fra un anno o due le aziende cominceranno a fare i conti con gli effetti del calo demografico. In Italia siamo destinati ad avere sempre meno braccia giovani e sempre più persone avanti con gli anni, per ora mi pare che nessuno si faccia carico né della prima né della seconda fascia. È questa la vera emergenza del Paese, altro che pseudo-invasioni.
Angelo, Como

RISPOSTA

Altamente probabile che i problemi per l’Italia arriveranno in futuro dalla questione anagrafica. Continua a crescere l’età media, oggi ormai attestata sui 46 anni, continua a calare la popolazione con un calo delle nascite che ha superato il nono anno consecutivo e aumenta l’aspettativa di vita. Tradotto, tutto questo sta a significare meno lavoratori e di conseguenza come si copriranno le spese per il welfare? Ma soprattutto un cambiamento progressivo dei consumi che restano alla base dell’economia. Più si invecchia meno si spende in settori come abbigliamento e ristorazione vuoi perché cambiano le esigenze, vuoi per questioni di stretta necessità, quella di arrivare a fine mese con la pensione facendo fronte a tutte le spese. Ben vengano le grandi innovazioni tecnologiche, ma sarebbe il caso che nel nostro Paese venissero indirizzate per dare risposte e servizi a una popolazione sempre più in là con gli anni.