Milano, 12 agosto 2020

LETTERA

I russi sono un passo avanti nella ricerca del vaccino? Felice per loro, ma questa corsa “all’oro” francamente mi lascia indifferente. Credo che il problema non sia solo trovare un farmaco, ma cambiare sistemi produttivi, di consumo e di vita. Sergio P., Milano

RISPOSTA

Con questo caldo meglio evitare sprechi di energie, inutile quindi sprecare risorse per capire se è vera la notizia che in Russia il vaccino antiCovid è pronto. Buon per loro, a noi basta guardare con speranza agli sforzi dell’Istituto Spallanzani. Che questo virus avesse i giorni contati era prevedibile dopo che era stato mappato e si era accertato che di fatto non mostra una grande capacità di cambiamento. I russi saranno un passo avanti, altri arriveranno. Poi si dovrà decidere come e a chi somministrarlo. Ma oggi, al di là della sfida scientifica, la questione è un’altra, perché il “portentoso rimedio” alla fine potrebbe diventare solo una foglia di fico a nascondere quello che è il segnale più profondo di questa pandemia: cambiare il nostro modo di vivere. Questa almeno era la litania che ci ha accompagnato quando tutti risentivamo dello choc della chiusura totale. Meglio non scordarsene, aggrapparsi solo al vaccino potrebbe non bastare.