Milano, 10 aprile 2020 - 

LETTERA

Chi prima riparte meglio alloggia, lo abbiamo capito anche noi che non siamo capitani d’industria, ma non credo che il problema dell’Italia sia solo questo. Credo che vada soprattutto evitato di tornare a correre a due velocità perché stavolta gli effetti sarebbero devastanti. Gianni A., Milano

RISPOSTA

Dalla casa/stanza prima o poi usciremo. Sicuramente provati, con molta probabilità differenti. In meglio o peggio lo si verificherà nel tempo. Di sicuro abbiamo capito che per il futuro va potenziato il servizio sanitario per evitare che eventuali ritorni del virus facciano altri danni così rapidamente, così come abbiamo chiara la percezione che questo isolamento non è stato uguale per tutti. Chi era in difficoltà si è trovato in condizioni ben peggiori, chi era così-così un passo indietro lo ha sicuramente fatto. E qui si apre, proprio con la ripresa che qualcuno vuole in tempi rapidi, il tema più difficile da affrontare. Per evitare tensioni sociali che già non mancheranno si dovrà fare in modo che le diseguaglianze non diventino voragine e si crei una frattura ancora più evidente di quella causata dalla crisi del 2008. Non solo una questione di garantire un minimo di liquidità, ma piuttosto di avere un piano articolato con una cabina di regia precisa. Per il bene di tutti.