Milano, 26 maggio 2020 

LETTERA

Caro Direttore, leggo che solo la scorsa settimana per mancato rispetto del distanziamento sono state multate oltre quattromila persone. Forse non abbiamo capito che la stagione della prudenza non è ancora finita e che il virus è in agguato. Se continuiamo così non riapriremo più. Angelo, Cinisello

RISPOSTA

Lo scorso fine settimana i sindaci e le prefetture hanno mobilitato vigili e forze dell’ordine per evitare gli eccessi della movida. Tra i casi più clamorosi quello di Brescia, dove il Comune ha imposto il coprifuoco. Le multe ci sono state, ma più del numero colpisce la causa delle sanzioni. Clamoroso il caso di Pavia che raccontiamo oggi sul “Giorno“. Una coppia regolarmente convivente a passeggio con la mascherina d’ordinanza si è concessa la trasgressione imperdonabile di un abbraccio in strada. E per questo è stata sanzionata da agenti in borghese con gli ormai famigerati quattrocento euro. Il contagio si combatte con la responsabilità e la consapevolezza dei singoli e più dei verbali servirebbe un’azione di sensibilizzazione. Non solo perché sanzionare e basta non ha mai prodotto risultati utili e duraturi, ma anche e soprattutto perché questa mole di contravvenzioni finirà per ingolfare gli uffici dei giudici di pace, in quanto facilmente soggette a ricorsi con buone probabilità di vittoria. Volendo davvero tutelare la salute di tutti, meglio convincere che incassare.