Milano, 28 marzo 2020 - 

LETTERA

Se qualcuno pensa di far man bassa nel nostro Paese piegato dal virus sta facendo male i conti. E bene ha fatto il presidente Mattarella a richiamare l’Unione Europea ai suoi principi-cardine. Qua o si esce insieme da questa situazione o salta tutto. Non ci saranno vincitori. Riccardo P. Milano

RISPOSTA

«Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse»: nelle parole del presidente della Repubblica emerge l’orgoglio e la fermezza con cui l’Italia ha per prima cominciato ad affrontare il contagio. Che si stia pagando un tributo altissimo è fuori discussione, che ci siano Paesi che per ragioni di “cassa” fingano che il problema non esista è sconcertante. Così dopo i “dieci giorni” dati dal presidente del Consiglio ai capi dei governi dei vari paesi aderenti all’Unione europea è arrivata un’altra sollecitazione, decisa. Senza contare quanto ha detto Draghi che, al di là di valutazioni politiche, un messaggio preciso soprattutto rivolto alla Germania l’ha subito lanciato. È nei momenti di emergenza che si vede se esiste unione, qualcuno lo deve ancora dimostrare.