Milano, 16 luglio 2019 - I legislatori e le autorità regolatorie stanno stringendo il cerchio attorno ai colossi del web per tentare di frenarne l’espansione, che spesso va a danno degli altri operatori della Rete e dei produttori di contenuti. La settimana scorsa sono state pubblicate le linee guida scaturite dall’indagine conoscitiva di tre autorità (Antitrust, Agcom e Garante privacy) per analizzare le implicazioni per l’economia digitale del fenomeno dei big data (grandi masse di dati).

Giovedì scorso, inoltre, il presidente Agcom, Marcello Cardani, nella sua ultima relazione annuale al Parlamento, ha denunciato la crescente deriva monopolistica del mercato della pubblicità, che favorisce i giganti del web a scapito degli editori tradizionali, cartacei e radiotelevisivi. C’è dunque da prevedere che nei prossimi anni la legislazione e le attività di vigilanza sulla filiera di produzione e distribuzione delle notizie si concentreranno proprio sulla necessità di un riequilibrio delle risorse disponibili. I nostri dati, le tracce che lasciamo nella nostra quotidiana navigazione in Rete, attraverso contenuti che postiamo, siti che visitiamo, app che scarichiamo, diventano il petrolio dell’economia digitale, gestito in misura ampiamente maggioritaria dagli Over the top, che in questo modo possono profilarci e monetizzare l’utilità delle informazioni che ci riguardano. È il tema dei big data e dell’enorme patrimonio di informazioni che noi forniamo a chi gestisce servizi in Rete.

«Dal nostro punto di vista – ha chiarito il presidente Agcom – acquista sempre più importanza il tema della raccolta pubblicitaria da parte delle piattaforme digitali i cui ricavi crescono a doppia cifra da molti anni, avviandosi a valicare, in termini di valore, la soglia dei tre miliardi di euro». Il fatturato pubblicitario dei colossi del web in Italia è pari al doppio della somma della pubblicità raccolta da tutti i giornali cartacei, che peraltro è in costante calo. Chi ci concede gratuitamente servizi online acquisisce informazioni sui nostri gusti, le nostre abitudini, le nostre preferenze, i nostri orientamenti di consumo e quindi può agevolmente assecondare le nostre aspettative, confezionando offerte commerciali su misura. Si tratta di un ingente patrimonio che dovrebbe produrre profitti anche per noi utenti, visto che si tratta di nostri dati