Milano, 14 dicembre 2019 - 

LETTERA

Tutti a fare i filosofi su una svolta verde e ambientale, ma quando si tratta di toccare certi interessi i buoni propositi saltano, o si riducono, in documenti che, si sa, alla fine non impegnano nessuno e possono sempre essere stracciati. Madrid una delusione. GiacomoT., Milano

RISPOSTA

La sopravvivenza contro la ragione di Stato. Con una sintesi un po’ azzardata è questo il panorama che emerge da tanti pronunciamenti per arrivare alla svolta “verde” nelle nostre vite per evitare che il surriscaldamento del pianeta ci presenti il conto. Se alla Cop25 di Madrid ancora si sta discutendo sui contenuti di documenti da stilare e quindi il rischio di giungere a una conclusione di puri intenti che pochi rispetteranno è elevata, non è che in Europa le cose vadano meglio, visto che la Commissione presiduta dalla signora von der Leyen è partita subito con un muro contro muro per l’alzata di scudi del blocco dell’Est che ha chiesto fondi per la transizione energetica, così come li ha chiesti l’Italia. E tutto lascia supporre che l’impegno di conquistare nel 2050 la neutralità climatica sia solo uno “spot”. Come dire: siamo informati, siamo preoccupati, ma per cambiare c’è sempre tempo. Chissà se sarà veramente così.

mail: ivano.costa@ilgiorno.net