Milano, 13 agosto 2020 -

DOMANDA:

Ho quarant’anni, moglie e due figli in età scolare. Con i chiari di luna sull’organizzazione scolastica finirà che mia moglie diventerà casalinga perché non è che possiamo permetterci un aiuto in casa visti i nostri stipendi. E mia moglie non è al “settimo cielo”. Franco Q., Milano

RISPOSTA:

Nel marasma dei fondi che prima o poi arriveranno ci può stare tutto e il contrario di tutto, l’importante è che non abbiano solo lo scopo di essere una specie di risarcimento, un accantonamento per dare un “contentino” a categorie che si ritengono dimenticate. Una di queste, una galassia infinita, è quella delle casalinghe. Definizione che si fa presto a dare, ma che in realtà avrebbe bisogno di una lunga serie di chiarimenti. Accantonando stereotipi già fare una cernita su casalinghe vere e “forzate” perché non riescono a trovare lavoro o perché devono occuparsi di situazioni familiari pesanti sarebbe di discreta utilità. Su oltre sette milioni di donne che in Italia si dichiarano casalinghe e fanno parte delle più disparate fasce d’età, quante sono quelle che, a trenta o quarant’anni, si dichiarano tali per evitare di definirsi “disoccupate”? E soprattutto quante di loro hanno fatto questa scelta per venire incontro all’esigenza di crescere i figli e quanto si ingrosseranno le fila per effetto dei cambiamenti cui andrà incontro la scuola? Sarà un tema da affrontare a settembre. ivano.costa@ilgiorno.net