Biblioteca
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Milano, 14 febbraio 2020 

DOMANDA

Tutti a parlare di fake news, fanno anche programmi in Tv dedicati. Ma mi chiedo come posso io, normalissimo utente informarmi su una fonte? Cos’è, piglio un “investigatore” oppure mi affido alla buona sorte? Ci stiamo complicando la vita.
Roberto C.,, Milano

RISPOSTA

C’è un motivo in più per andare in biblioteca. Visto che si parla tanto di fake news e di fonti attendibili, l’accordo che vedrà sperimentare nelle biblioteche milanesi un sistema che consentirà di conoscere con precisione, attraverso schede informative, su quali fonti ci si sta informando e in pochi minuti avere un quadro sulla credibilità e trasparenza del media consultato. Il programma è di una startup americana al primo accordo del genere in Italia. Significativo che tra tanto parlare, un passo concreto sia stato compiuto a Milano che diventa un baluardo contro il contagio della disinformazione. Se la propensione della città è di mantenersi al passo con i tempi, sempre aperta alle innovazioni poter contare su cittadini informati nel miglior modo possibile è un punto importante. Per cui più che partecipare a convegni, incontri sul problema delle fake news e sulle macchinazioni che nascondono, ci si può cominciare a difendere con un gesto semplice, informandosi in biblioteca. Più comodo di così.