Milano, 21 gennaio 2021 - L'Italia è il quarto Paese al mondo ad aver subìto più attacchi informatici alle strutture sanitarie ed ospedaliere negli ultimi due mesi del 2020. È il triste riconoscimento assegnato al nostro Paese dai ricercatori Check Point Research, secondo i quali è stato registrato un aumento degli attacchi informatici alle strutture sanitarie e agli ospedali già in prima linea nella battaglia contro il Covid-19: il numero di attacchi informatici a ospedali e strutture sanitarie nel mondo, nei mesi di novembre e dicembre 2020, è aumentato del 45%, pari al doppio dell’aumento medio (+22%) dei cyber attacchi in tutti gli altri settori industriali. Per quanto riguarda i singoli Stati, il Canada ha registrato l’aumento più drammatico degli attacchi (+250%), seguito dalla Germania, con una crescita del 220%, e dalla Spagna che ha visto raddoppiare gli attacchi di tipo ransomware nel settore. L’Italia è al quarto posto con un incremento degli attacchi dell’81%. Tra i principali vettori di attacco ci sono i ransomware, codici maligni che limitano l’accesso del dispositivo infettato, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione. Gli ospedali sono considerati bersagli facili dai cybercriminali perché si tratta di organizzazioni particolarmente sotto pressione e che, in caso di attacco ransomware, in genere sono pronte a pagare qualsiasi somma richiesta, pur di evitare la sottrazione di dati clinici relativi ai pazienti, il blocco dei programmi di vaccinazione e dei macchinari, o la manipolazione dei software in amministrazione o delle macchine in funzione nei reparti.