Milano, 11 dicembre 2019 - 

LETTERA

Ora gli atleti “puliti” insorgono e c’è chi urla a un’operazione per screditere una nazione, ma il sospetto che dietro il clamoroso provvedimento contro la Russia ci sia un vero e proprio sistema per “gonfiare” gli atleti resta, eccome. Davide R., Milano

RISPOSTA

Un tuffo nel passato, quello che si era esorcizzato con l’abbattimento del Muro e con i successivi cambiamenti che sgretolarono la vecchia Urss. A riportarci a ritroso nel tempo la sentenza che esclude dai giochi olimpici la Russia per doping, un provvedimento che può sembrare duro da parte del Wada quando non c’è pratica sportiva ormai che non abbia fatto i conti con scandali e scandaletti legati a pratiche poco “sportive”. Il fatto è che a motivare tale decisione è la conclusione che fosse in atto un sistematico taroccamento degli atleti. Una pratica che riporta lo sport nei confini della ragion di Stato, della propaganda. Atleti vincenti, nazione vincente... come fu per la Ddr per tanti anni, quando al di là del Muro si costruivano in batteria i campioni da portare nelle competizioni sportive internazionali. Ora faranno seguito i ricorsi, c’è da sperare che almeno non adombrino oscure manovre per minare la credibilità di una nazione. Sarebbe la conferma del balzo indietro di sessanta-settant’anni.

mail: ivano.costa@ilgiorno.net