Milano, 21 marzo 2019 -

DOMANDA:

Non so se sarà veramente così, ma se lo fosse per quelli della mia generazione che sono cresciuti coi film di James Bond sarebbe un colpo al cuore. Adesso il mio eroe non solo smetterà di fumare e concedersi cocktail, ma rinuncerà alle sue mitiche auto per passare a un veicolo elettrico potentissimo ma più “green”. Ora, giusto adeguare il personaggio ma non dimentichiamoci che è stato creato negli anni Sessanta. Almeno al cinema ci lasciassero vivere le avventure come vogliamo... Aldo, Milano

RISPOSTA:

James Bond ha 66 anni, ha avuto la fortuna di arrivarci senza avere problemi di artrosi, pancetta incipiente e altri acciacchi grazie a una serie di reincarnazioni in attori fascinosi. Da agente segreto ha superato indenne i più mirabolanti attacchi della Spectre, un po’ di rispetto insomma se l’è conquistato nell’immaginario degli spettatori. Invece niente. Dopo 66 anni da uomo dal flirt facile, dalle auto superveloci e dalla sigaretta che accompagnava il cocktail si ritroverà senza pacchetto, senza “cicchetto”, si scoprirà meno cacciatore di donne e guiderà pure un’auto elettrica abbandonando tutti gli stilemi dei duri anni Sessanta. Insomma, Bond è morto. Ad ucciderlo potrebbe essere il politically correct che ha contaminato il cinema. Sullo schermo si passa da una caterva di visioni di squartamenti, torture e violenze delle più assortite e gratuite al timore che un personaggio possa risultare “scorretto”. Che tristezza. Ci resta solo Diabolik. ivano.costa@ilgiorno.net