Milano, 3 agosto 2020 -

LETTERA

Caro Direttore, ci siamo abituati ai modi e alle esternazioni di Antonio Conte ancora prima che arrivasse all’Inter. Le dichiarazioni dopo la partita con l’Atalanta sono però clamorose. E i motivi tutti da chiarire. È un attacco alla dirigenza o un modo per ottenere più risorse per la squadra? Mario, da ilgiorno.it

RISPOSTA

Forse dietro le parole di Antonio Conte c’è qualcosa che non sappiamo. Un dissidio con la società. Oppure un tentativo, da parte sua, di alzare l’asticella e diventare il padrone dell’Inter in vista del mercato e di una stagione, la prossima, che dovrà rivelarsi vincente. Tra i rumors, quello che i tifosi nerazzurri (il 60%, secondo un sondaggio) accreditano di più parla di una rottura con l’Inter cercata per liberarsi dagli impegni e tornare là da dove era partito: la Juve. Di certo lo sfogo dopo la partita con l’Atalanta ha messo in ombra anche quanto di positivo era stato totalizzato. Per esempio il secondo posto con il record di punti in campionato (82 come quelli dell’Inter del Triplete), il primato di essere la squadra che ha chiuso con il minor numero di sconfitte, con una difesa che si è rivelata la meno battuta della Serie A (36 reti subite in 38 gare) e un attacco secondo solo all’Atalanta. Conte non poteva aspettare l’Europa League, tra venti giorni? Avrebbe evitato di destabilizzare ulteriormente la squadra. Sempre che, appunto, tutto non rientri nella stessa strategia: rompere e farlo subito, perché i tempi della stagione e del mercato quest’anno sono molto compressi.