LETTERA:

FARÀ anche arrabbiare i tedeschi, ma Draghi ha certo coraggio e sta spingendo perché l’Europa esca da una secca economica che dura da troppi anni. L’unica cosa che non comprendo di questo prodigarsi per cercare di favorire la liquidità e la circolazione del denaro che dovrebbe avere benefici effetti anche su noi, “comuni mortali”, è che ancora oggi se vado in banca a chiedere un prestito prima devo dimostrare di non averne bisogno, poi eventualmente, con garanzie-capestro, me lo concedono. Siamo sempre punto e a capo. Simone B., Milano

RISPOSTA:

DA UNA PARTE si esulta, un’altra iniezione di denaro nelle casse degli Stati con l’acquisto di titoli, costo del denaro bassissimo, più liquidità e facilità di prestiti; dall’altra si alza la fronda di chi vede in questa manovra decisa da Draghi una mazzata su risparmi e investimenti. Non è una novità che Germania, Olanda e Austria non vedano di buon occhio questa politica monetaria. Il livello della discussione è talmente elevato che in realtà non ci sono neppure riscontri su cosa possa innescare nel lungo periodo una manovra del genere. Se andiamo a vedere gli effetti di quanto queste manovre abbiano inciso in tempi relativamente brevi nelle nostre, comuni vite fatichiamo a trovare cambiamenti percettibili. Eppure dal 2015 la Bce ha aiutato non poco gli Stati con “bazooka” e altre iniezioni di capitali. Ma il quadro ha solo fatto registrare un cambiamento: chi stava già bene sta meglio, chi stava male sta peggio e la fascia di mezzo è diventata sottile come una velina. Qualcosa deve essere sfuggita al controllo. ivano.costa@ilgiorno.net