Milano, 14 marzo 2018 - 

LETTERA

CARO DIRETTORE, secondo me la linea ferroviaria ad alta velocità ha cambiato la geografia dell’Italia. Sull’asse Nord-Sud l’Italia si è accorciata. Da Milano raggiungere Bologna richiede poco più di un’ora e anche Roma non è più così lontana. Tuttavia non accade lo stesso per altri percorsi, come ad esempio quello per Venezia. Credo che sia giunto il momento di dotare tutta l’Italia di una sistema di trasporti più rapido. Ne gioverebbe molto l’economia delle nostre regioni più avanzate. Giovanni Z., Lodi

RISPOSTA

PROPRIO IN QUESTE ORE il rapporto messo a punto dall’Osservatorio territoriale per le infrastrutture, redatto da Assolombarda, dall’Unione industriali di Torino e da Confindustria Genova, mette in evidenza che il sistema dei trasporti nel nostro Paese è migliorato, ma che su alcune direttrici si può e si deve fare di più. Tre fra tutte: quella per il Veneto, quella per la Liguria, quella per la Svizzera. Se l’alta velocità tra Milano e Torino è già realtà, è da completare rapidamente la linea che può collegare in tempi brevissimi Milano e Venezia, passando per Verona. E proprio questa sarà la tratta da realizzare prima. Il mercato c’è. Tanto che i player del sistema dei trasporti stanno già spingendo molto per la vendita di biglietti e di abbonamenti per Brescia, Verona e Venezia su treni ad alta velocità. Treni che al momento viaggiano su linee ordinarie, in attesa di quella più efficiente e moderna. È evidente che l’Av richiede investimenti altissimi. E che i cittadini sono pronti a far fronte solo in cambio di vantaggi concreti, davvero tangibili. sandro.neri@ilgiorno.net