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Calcio, la serie C si ferma per chiedere chiarezza e certezze

La partenza del Campionato è stata posticipata al 16 settembre, ma queste tre settimane di stop potrebbero intasare gli impegni delle diverse squadre

di LUCA MARINONI
Ultimo aggiornamento il 23 agosto 2018 alle 15:10
La serie C prenderà il via domenica 16 settembre dopo tre settimane di "riflessione"

Brescia, 23 agosto 2018 - Il Campionato di serie C inizierà domenica 16 settembre. L'assemblea della Lega Pro ha ratificato (all'unanimità) quello che era nell'aria ormai da alcuni giorni, decidendo di posticipare la partenza del torneo dopo che le varie denunce attualmente in corso contro la situazione che si è venuta a creare in serie B (Campionato a diciannove squadre e cancellazione dei ripescaggi) avranno fatto finalmente chiarezza. La situazione forse più intricata mai vissuta dal calcio italiano, che rischia di infliggere un nuovo colpo alla credibilità di tutto il sistema.

Nel fine settimana, infatti, il torneo cadetto prenderà il via secondo il programma prefissato, ma ci sono ancora diverse società che sono alla finestra e sperano di venire riammesse con un eventuale effetto a cascata che si farebbe sentire su tutti i Campionati minori. Proprio per evitare questo grave inconveniente la serie C ha deciso di aspettare e di rinviare la partenza. Una scelta che, in ogni caso, non sarà priva di conseguenze per le società impegnate nella terza serie. Domani si chiuderà infatti il mercato come previsto, ma poi le diverse squadre avranno tre settimane "vuote" da gestire per non correre il rischio di arrivare con le batterie scariche alla partenza. Come se questo non bastasse, il calendario andrà poi riveduto e corretto, con l'inserimento di tre turni infrasettimanali per recuperare il tempo perduto a causa del rinvio. La conseguenza sarà quella di intasare gli impegni delle diverse squadre. Proprio per questo dal fronte delle società che si sono riunite a Roma è uscito un pensiero comune che conviene con la gravità della decisione presa (scelta anche coraggiosa), ma che, nello stesso tempo, sottolinea il momento di grave crisi attraversato da tutto il sistema calcio in Italia. Un buio tunnel di crisi dal quale bisogna uscire in fretta con la forza delle idee e della coerenza se non si vuole correre il rischio sempre più fondato che tutto il meccanismo si inceppi.

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