L’uomo più veloce: Marcell Jacobs ha scritto la storia vincendo la finale dei 100 metri
L’uomo più veloce: Marcell Jacobs ha scritto la storia vincendo la finale dei 100 metri

Brescia -  «Marcell Jacobs? Le sue potenzialità le conoscevamo da sempre, già da bambino si vedeva che era promettente. Per ottenere risultati così, devi avere anche la maturità giusta e la stabilità di staff e famiglia". Rolando Perri, presidente provinciale Fidal Brescia, non nasconde l’entusiasmo per l’oro olimpico dell’atleta di Desenzano della polizia di Stato, che fa onore ai 6-7mila tesserati bresciani. "Siamo al secondo posto in Lombardia, regione che ha il 25% di società e tesserati di tutta Italia". Non è un caso, insomma, che l’uomo più veloce del mondo arrivi da qui. Ma, è il caso di dire, non è tutto oro ciò che luccica. Agli atleti servono piste per allenarsi e, pur essendoci una buona copertura, sul territorio non mancano criticità.

«Nel capoluogo abbiamo la fortuna di avere una bella pista, quella di Sanpolino – evidenzia Perri – a breve ci sarà anche il ‘vecchio’ Calvesi (dove Sara Simeoni fece il suo record, oggetto di bonifiche dai veleni della Caffaro, ndr). In provincia, dopo aver vissuto anni così e così, ultimamente sono stati rifatti dei campi importanti, come Chiari o Salò. Altri, invece, sono meno usati perché un po’ degradati. Penso a Gavardo o alla stessa pista di Desenzano, dove Marcell ha iniziato a muovere i suoi passi. Spero che il rinnovato interesse verso l’atletica, frutto di queste Olimpiadi, porti le amministrazioni ad investire qualcosa in più". Nonostante i tanti, ottimi risultati che gli atleti bresciani portano spesso a casa (il sito della Fidal ne è pieno), ci sono voluti due ori alle Olimpiadi per riaccendere l’attenzione su questo sport.

«Le competizioni di atletica – spiega Perri – sono riservate a un pubblico tecnico. Credo che dobbiamo fare anche noi una riflessione, sul concepire degli eventi più ‘mediatici’. I 10 secondi dei 100 metri di domenica sono stati seguiti da milioni di italiani: da questo bisogna ripartire".  L’attenzione è anche rivolta soprattutto alle scuole, dove l’atletica può portare un valore aggiunto in termini di formazione. "Abbiamo sempre spinto l’atletica nelle scuole, ma non è facile trovare tecnici e professori che possano entrare in aula, visto che ci sono ben 20 specialità. Serve che i ragazzi siano portati sulle piste di atletica, non solo al palazzetto. Spero che questi grandi piazzamenti riportino in auge i campionati studenteschi, in cui la l’atletica è lo sport per antonomasia".