Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta
Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta

Brescia - Nonostante il Covid e la magra vendemmia, la Franciaciacorta chiude l’anno in positivo. In termini di numeri e, soprattutto, di prospettive. "Abbiamo un potenziale produttivo più alto di quello che vendiamo, ma il freno è dato dai fenomeni naturali, dal gelo alle grandinate, che colpiscono i produttori d’uva", dice Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta e lui stesso imprenditore del settore vinicolo.

"L’obiettivo dei prossimi mesi – annuncia – è abbattere il muro dei 20 milioni di bottiglie che le nostre aziende vendono nel mondo". Tremila ettari di vigneti, i due terzi dei quali a coltivazione biocertificata, la Franciacorta – un’area di 19 comuni, affacciata sulle sponde del lago d’Iseo – è soprattutto il suo consorzio, con 121 cantine associate: oltre il 90 per cento del totale. Una realtà in continua crescita da trent’anni e ora protagonista di una partnership di Michelin (la presentazione il 23 novembre al Relaisfranciacorta, a Colombaro di Corte Franca), che l’ha eletta Destination Partner. "Per tre anni – spiega Brescianini – la presentazione della famosa Guida Michelin, riferimento internazionale per la valutazione della qualità dell’offerta di ristorazione, accoglienza e turismo, si terrà in Franciacorta. Un riconoscimento importante, che premia il grande impegno di questa terra e la sua denominazione per la promozione del Made in Italy all’estero".

Presidente, quali sono i Paesi che apprezzano di più questa produzione?
"I consumatori del Franciacorta hanno due caratteristiche: possiedono cultura del vino e buona disponibilità economica. Non a caso il nostro primo mercato all’estero è la Svizzera, seguita da Giappone e Stati Uniti. Gli Usa e la Germania sono i Paesi dove abbiamo i maggiori potenziali di crescita".
Come sta andando il mercato?
"Nel 2019 abbiamo venduto 18 milioni di bottiglie; nel 2020, con la pandemia e la chiusura dei ristoranti, abbiamo subito una perdita dell’11 per cento, limitata grazie alla crescita del consumo in casa, favorito dall’e-commerce. Il 2021 va bene: a settembre eravamo già il 17 per cento sopra i volumi di due anni fa".
Il giro d’affari?
"Considerato un prezzo medio a bottiglia sopra i 20 euro, siamo sui 360 milioni. A questa cifra va aggiunto però quanto ha incassato l’indotto. La Franciacorta, con le sue colline e le sue cantine, è una meta turistica, sinonimo di enogastronomia di qualità, natura e ottima accoglienza".
Sono gli assi che avete giocato con Michelin?
"Siamo orgogliosi di poter ospitare i protagonisti della migliore cucina italiana. Sono gli ambasciatori dei nostri vini nel mondo. Questa partnership è anche una conferma dell’eccellenza che abbiamo saputo costruire".
Prossima sfida?
"Creare una cultura del territorio, che parta dal valore dell’agricoltura. Non sarà facile: questa è sempre stata una provincia ricca grazie al tessuto delle piccole e medie imprese. Ci vorrà tempo".