Giuseppe Pasini e l'assemblea Aib
Giuseppe Pasini e l'assemblea Aib

Brescia, 14 novembre 2018 - «Se oggi la politica non ci ascolta in questa sede, statene certi: ci ascolterà, perché non mancheremo di farci sentire in tutte le altre sedi». E’ un duro affondo contro il governo quello di Giuseppe Pasini, presidente di Aib, che già nei giorni scorsi aveva criticato la manovra. Dal palco dell’assemblea generale, Pasini ha rilanciato il grido d’allarme per l’economia, interpretando l’assenza di esponenti di Governo (solo un collegamento telefonico durante la tavola rotonda con l’onorevole Claudio Durigon) come «un segno allarmante di lontananza che sottolinea uno scollamento dall’Italia che produce».

Pasini parla in nome di «uno dei motori più forti dell’economia italiana», quinto per Pil in Italia. Nel 2017 i primi 90 gruppi bresciani hanno dato lavoro a 45mila persone, prodotto ricavi per 14 miliardi di euro e generato un valore aggiunto di 4 miliardi. Da qui la scelta di titolare l’assemblea ‘Crescita economica, lavoro, benessere’, ma «il Governo risponde ‘assente’». Preoccupa il rallentamento della crescita. La produzione industriale bresciana nell’ultimo trimestre è salita solo dello 0,1%, con cali 4,5% in metallurgia e meccanica industriale; anche il tasso di utilizzo della capacità produttiva ha perso terreno (75%, un punto in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

«Il trend della nostra provincia è un indicatore che anticipa gli andamenti dell’economia nazionale», sottolinea Pasini, che lancia un altro messaggio al governo, nel giorno della replica a Bruxelles sulla manovra. «L’Europa rappresenta il nostro passato e presente. Abbiamo il dovere di migliorarla, ma questo non significa attaccarla quando siamo richiamati all’ordine. Magari cominciamo a fare meglio i compiti senza tante polemiche».

Il sondaggio sottoposto agli associati (fatta per il 92% da Pmi) non lascia dubbi sul fatto che la maggior parte degli imprenditori bresciani condivida le parole del presidente. L’80% giudica negativamente o molto negativamente le azioni fin qui fatte dal Governo: politica economia, decreto dignità («introdurre misure assistenzialistiche è l’ultima cosa da fare»), azioni sugli investimenti privati, su quelli pubblici e sulle infrastrutture («necessaria l’alta velocità anche bresciana»), sistema pensionistico e quota 100. «Facciamo ancora il lavoro più bello di tutti – chiude Pasini – abbiamo la possibilità di mettere in moto un sistema che produce benessere per la collettività. Questo è il vero scopo dell’impresa, questa è la nostra missione».