Anas El Abboubi
Anas El Abboubi

Vobarno (Brescia), 27 settembre 2018 - La battaglia è sulle intercettazioni: la difesa le considera inutilizzabili perché il reato contestato non ne prevederebbe l’utilizzo, per la procura invece sono una componente fondamentale dell’accusa. Si è aperto ieri mattina davanti alla corte d’Assise di Brescia il processo a carico di Anas El Abboubi, il “foreign fighter” marocchino di origine e residente a Vobarno arrestato nel 2013 e poi una volta rimesso in libertà dal tribunale del Riesame di Brescia partito per la Siria per combattere e dove con ogni probabilità è morto. 

Il 27enne è finito a processo con l’accusa di addestramento con finalità di terrorismo e promozione di associazione con finalità discriminatorie di odio razziale e territoriale. «La famiglia non lo sente da anni – spiegano i suoi legali, gli avvocati Giovanni Brunelli e Nicola Mannatrizio – Non sappiamo dove possa essere». Nessun documento ufficiale ha mai confermato la morte di Anas El Abboubi ed è inserito nella lista nera stilata dagli Stati Uniti.

«Le intercettazioni non possono essere utilizzate – hanno sottolineato gli avvocati del 27enne, come già avevano fatto durante l’udienza preliminare – All’epoca in cui sono state effettuate, ad Anas era contestata la partecipazione all’associazione e non la promozione e il reato non prevede la possibilità di utilizzare intercettazioni». Il pm Erica Battaglia si è opposta e la Corte sulla richiesta si esprimerà nella prossima udienza, quella del 12 dicembre, quando dopo l’escussione di due testimoni si procederà con la discussione.