Allagamenti con detriti residui da prevenire
Allagamenti con detriti residui da prevenire

Brescia, 19 maggio 2019 - Partiranno  entro l’estate i lavori per la realizzazione della vasca di deposito dei detriti alle spalle dell’ex Polveriera, tassello importante nella mappa di prevenzione del rischio idrogeologico. Si tratta di un’opera di difesa molto attesa, progettata sulla scorta dello studio Pezzagno sui rischi idrogeologici legati al monte Maddalena dove, in particolare sul versante Sud, i canali sfociano sulle strade.

«Mancano le ultime verifiche sismiche poi si può partire – assicura Graziano Lazzaroni, responsabile del settore verde, parchi e reticolo idrico minore del Comune di Brescia – si tratta di un’opera di difesa, che consentirà di trattenere tutti i detriti, in modo che l’acqua possa defluire senza trasportare il materiale sulle strade". A fronte dei cambiamenti climatici, che portano ‘bombe d’acqua’ e siccità, anche a Brescia la parola d’ordine è ‘prevenzione’, in particolare sui 500 chilometri di reticolo idrico minore, di cui però la metà sono intubati (e spesso non si neanche la sezione). Per questo la Loggia ha incaricato una società di fare una cartografia aggiornata di tutti i canali, da trasmettere in Regione entro un mese.

In autunno, invece, la road map sul rischio idrogeologico prevede altri due interventi: il dragaggio di un tratto del fiume Celato e la pulizia di alcuni colli montani in Maddalena, dove i privati fanno ormai poca manutenzione. Resta il grande nodo della Val Carobbio, forse la zona più problematica, perché attraversata dall’alveo di un fiume (normalmente in secca) che finisce proprio nel centro abitato di Sant’Eufemia. Per risolvere il problema servirebbero investimenti milionari, per deviare il corso del fiume.

Per ridurre l’impatto di eventuali piene, tuttavia, è già buona prassi la pulizia dell’alveo fatta in questi anni dai volontari nel tratto più vicino al centro abitato: il Comune ha in programma ora interventi che si spingeranno più su. Per quanto riguarda l’altro grande tema legato ai cambiamenti climatici, ovvero, la siccità, i canali bresciani non hanno dato segnali di sofferenza per quanto riguarda l’irrigazione. Resta però il problema della qualità delle acque, perché in caso di eventi eccezionali raccolgono anche il surplus delle fognature, scaricandolo sui campi, con non pochi disagi per gli agricoltori.