Dal primo aprile parte la tassa di soggiorno
Dal primo aprile parte la tassa di soggiorno

Brescia, 10 gennaio 2018 - Vacanze di Natale a Brescia? Sì, ma con riserva. Chiuse le lunghe feste di fine anno, il bilancio per gli albergatori è in bianco e nero. Se per i numeri bisogna attendere il consuntivo della Provincia, l’impressione è che in città ci sia stato un certo movimento di visitatori, prettamente italiani, arrivati per vedere Brescia e il suo patrimonio. "Non parliamo di numeri da altissima stagione – spiega Alessandro Fantini, presidente Federalberghi per la città di Brescia, vicepresidente provinciale dell’associazione di categoria, nonché direttore dell’Hotel Ambasciatori – siamo in una città che vive di turismo d’affari, ma che negli ultimi anni comincia a vedere persone che vengono per il gusto di visitarla". Il maggior numero di ospiti si è registrato per il 31 dicembre. "Positiva l’apertura gratuita dei civici musei – sottolinea Fantini – ma dovrebbe essere promossa con maggiore anticipo e di più sui social, altrimenti rischia di essere una fruizione per lo più locale".

I saldi non rappresentano, invece, un grande traino per il turismo cittadino, anche se i visitatori si ritagliano qualche ora per lo shopping. "L’outlet ci viene richiesto, ma noi preferiamo promuovere il centro storico. Per questo è importante che ci siano realtà attrattive, con una riqualificazione verso l’alto dei marchi presenti, perché il turismo di qualità lo si fa anche con commercio di qualità e quest’ultimo non lo si fa nei centri commerciali, ma nei centri storici". Ora ci si prepara alla prossima stagione turistica cittadina con qualche timore per l’avvio della tassa di soggiorno, dall’1 aprile. "Non siamo particolarmente favorevoli – sottolinea Fantini – se non nell’utilizzo dei proventi da investire in promozione. Ci auguriamo anche che sia anche la base di partenza per un controllo più stringente sulle strutture abusive". Timori che la tassa possa scoraggiare i turisti? "La preoccupazione è più che altro per i contratti già firmati in passato con i tour operator, speriamo di non aver cancellazioni".

Quanto alle prospettive per il 2019, il turismo bresciano seguirà l’andamento dell’economia. "Visto che viviamo di turismo d’affari, molto dipenderà da come andranno gli scambi commerciali. Certo è – aggiunge Fantini – che dobbiamo avere stutture ricettive adeguate alle richieste internazionali, cosa che sta accadendo". Guardando al resto della provincia, il fine anno è stato molto positivo in montagna, dove, dall’ultimo dell’anno all’Epifania, gli alberghi erano pieni. "Ora ci si augura che il meteo dia una mano per le settimane bianche. Le piste sono innevate, ma il contesto, senza neve, non è accattivante. Quanto al Garda, dobbiamo considerare che il periodo invernale è di bassissima stagione, tanto che alcune stutture sono chiuse fino a Pasqua. Chi ha aperto ha avuto buone performance, ma nulla di straordinario. Il problema del lago resta la destagionalizzazione".